Quadro macroeconomico

Nel 2012 il trend di rallentamento della crescita dell’economia mondiale è continuato, attestandosi a circa il 3%, con dinamiche differenziate per aree geografiche, in un contesto inflazionistico ridotto nei paesi occidentali, caratterizzato dalle accentuate difficoltà nella gestione dei debiti pubblici europei e dalla riduzione dei prezzi delle materie prime non petrolifere.
Mentre in Asia Orientale sia l’obiettivo di dare equilibrio socio/geografico che il contesto economico globale hanno contribuito ad un rallentamento dei considerevoli tassi di crescita, negli Stati Uniti il consolidamento della crescita è stato ancora sostenuto da vigorose politiche fiscali e monetarie espansive, le cui conseguenze in termini di rientro del debito pubblico appaiono di non facile soluzione negli anni a venire. Caso a parte è il Giappone caratterizzato anch’esso da una politica espansiva, nonostante l’imponente deficit pubblico accumulato.
L’area euro ha registrato una lieve decrescita nonostante il buon andamento del maggiore paese, la Germania, che ha beneficiato contemporaneamente di un costo di rifinanziamento del debito quanto mai ridotto e della debolezza dell’euro che ha favorito la bilancia commerciale. La crisi finanziaria dei paesi periferici ha, infatti, inciso pesantemente sul ciclo economico e, soltanto in seguito alle misure adottate nell’ultimo quadrimestre da parte della BCE, si sono registrati i primi segnali di ritorno alla propensione al rischio degli investitori.
Per quanto riguarda l’Italia, la contrazione del PIL è stata significativa: il drastico intervento di risanamento se da una parte ha determinato un fondamentale rientro dello spread del debito rispetto a quello tedesco, dall’altra ha inciso significativamente nel breve sulla propensione al consumo.